CONTATTI

Utente: isaias
Pensieri assai distanti dalle mode periture e dall'artefatta e soggiogata mentalità mondana. Un luogo ricco di Verità fuori dai canoni vigenti, un raggio di luce, zampilli d'acqua pura ...politicamente scorretta!


IPSE DIXIT

Tutti cerchiamo la pace: ne sentiamo l'esigenza, è una necessità! Molti tra noi però preferiscono la calma terrena. Evitano la pace vera del cuore, della mente e nei rapporti col prossimo. Tanti altri poi, incantati dalle falsità mondane, dal sesso, dalla droga, dal carrierismo, dalla politica, ecc., non sanno più rinvenire il vero "centro della propria esistenza", se non in qualcosa che arreca una momentanea soddisfazione dei propri bisogni; così, puntualmente ingannati, finiscono per perdere la pace e farla perdere.

Il cuore dell’uomo non ha pace ne gioia perché ha smarrito Dio!

L'insoddisfazione regna ...sovrana! Tutto passa velocemente, ...anche i rapporti stabili di coppia, spesso sono esautorati o mal vissuti! Nulla più ci appaga, ...purtroppo si cerca altrove ciò che abbiamo 'sotto il naso', con l'illusione che la 'prossima volta' saremo più felici, ma ciò non accade mai: ...è solo una semplice illusione, ...un 'miraggio sulfureo'!

Il messaggio comune, diffuso a piene mani, è quello detto ...in gergo sociologico: "l'americano"! Ossia il pensiero divulgato dai film hollywoodiani ...e, dalla propaganda nostrana, da cui deriva pure la moda del 'carpe diem' (...ogni lasciata è persa!).
Se ci pensiamo, è la mentalità predominante di questo tempo tanto complicato, dove tutto è ...aleatorio, passeggero, effimero ...delirio consumistico':
- la passione è più importante dell'amore;
- il divertimento è l'unico scopo della vita;
- devi essere come la massa (...belante!) per stare bene;
- i soldi non contano, ma se non ce n'hai non avrai donne;
- la 'libertà' (...o meglio 'il libertinaggio'), il ...'fai ciò che vuoi', è un valore al di sopra di tutto (...e di tutti, a volte!); etc. etc..

Di pace si fa un gran parlare: manifestazioni, convegni, riunioni, ecc., ma spesso la parola pace, risuona in modo vano, senza criterio o usata per altri fini. La pace vera, ...la gioia piena non è quella di "umana fattura", la pace di Maria SS., Regina della pace, non è quella dei "pacifinti"!

Molto spesso le offese, le ingiustizie e le contraddizioni possono essere tormenti per la pace, se vissuti con piani di vendetta ed ostinato rancore; ma se smorziamo l'inquietudine, l'egoismo, l'orgoglio e le viviamo con pazienza, umiltà e perdono, il soffio soave della pace divina allieterà il nostro spirito e quello dei nostri fratelli. Infatti, chi soffre di più non è la persona odiata, ma colui che odia, il quale, si consuma nelle braci ardenti della tristezza e del risentimento.

Il più grande desiderio di Gesù è che il nostro cuore si rallegri e la ragione della sua venuta: è portare vita e gioia in abbondanza.
Ma da dove viene questa gioia? Che legame c’è tra questa e la gioia che il mondo può dare?
E’ difficile dare una risposta finché non si è sperimentata la gioia data da Gesù! Essa è perfetta e completa, non è identica alle gioie del mondo. Non è sguaiata e chiassosa, ma rassicurante e serena.
Non è un sentimento di esaltazione, di piacere o benessere, ma si trova nelle profondità del nostro essere e, bisogna scavare a fondo per permetterle di sgorgare come “acqua viva per la vita eterna†(Gv. 4,14-15).
E’ qualcosa che non possiamo osservare tramite la via normale dei sensi, è inesprimibile ed è destinata a crescere sempre più in comunione con Lui.
La pace autentica del cuore e della mente, la gioia di Gesù è quella che pervade tutto l'essere, è pregustazione della pace eterna; essa illumina l'anima sino a farla divenire riflesso di Dio e del Suo immenso amore.

Saremo uomini di pace, portatori di gioia e di speranza, figli dell'Altissimo, nello stesso istante in cui ritorneremo in modo autentico ed irrevocabile a Dio Nostro Padre, mediante l'abbandono filiale e la preghiera del cuore!

"Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore"(Giov.14, 27).

"Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena". (Giov. 15, 10-11).

"Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna"(Gv 4,14).

"Tu ci hai fatto per Te Signore, ed il nostro cuore è inquieto se non riposa in Te!" ( S. Agostino).

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In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: "Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?".
Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.
E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me".
Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. (Mt. 18, 1-6).

venerdì, 14 marzo 2008

   Solo per Amore  
               
Più si ama, meno si osserva dall’alto; più si ama, meno si giudica; più si ama, più si perdona; più si ama, più si ascolta e meno si parla; più si ama, più si diventa roccia, appoggio, sicurezza per l’altro; più si ama, più si è veri!

Più ami, meno ci tieni ad affermarti; più ami, più diventi e sei te stesso; più ami e più diventi luce; più ami, meno hai paura; più ami e più cerchi la bellezza, la Verità, l’unità, la semplicità, la trasparenza, l’eterno; più ami e più pregusti la gloria futura; più ami, più diffondi il paradiso e lo anticipi… già qui un po’!

"Ama e fa ciò che vuoi.
Sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene" (S. Agostino).

postato da: isaias alle ore 22:13 | link | commenti
categorie: amore, riflessioni
mercoledì, 13 febbraio 2008

Il Tesoro nascosto

Dov’è la gioia vera, quella che in tanti purtroppo non conoscono, non immaginano nemmeno, abbagliati come sono dal futile, dal superficiale e dall'inutile?
Potremmo stare ore a parlare del messaggio salvifico di Gesù, ...ma se i cuori sono chiusi alla grazia non c'è ‘campana’ che tenga, ...faziosamente si continuerà ad obiettare e svincolarsi, ponendo mille contraddizioni pur di non ammettere l’unica Verità, ...poiché questa spesso fa male, ...‘si vive troppo bene’ nel proprio stato.
Il confronto con le parole di Cristo, inizialmente richiede fatica e revisione totale del proprio modo di vivere (...ma ampiamente ricompensato col centuplo in grazie, benedizioni, pace e gioia interiore già nel tempo presente!), ...molto meglio starsene alla finestra, ...e dar contro la Chiesa e i suoi ministri!
Si deve abbandonare il livello intellettuale, il discorso culturale filosofico, le proprie convinzioni, se si vuole evitare che diventino per noi una prigione inaccessibile.
Nulla di terreno potrà mai soddisfarci pienamente, niente e nessuno ci consola; tutti i castelli fantastici si smontano e crollano inesorabilmente!
Fino a quando non avremo sperimentato concretamente la fedeltà di Dio che si prende cura delle sue creature, avremo problemi a credere veramente e abbandonarci a Lui.
Siamo teste dure, la Parola di Dio non ci basta, vogliamo vedere almeno un pò prima di credere! Invece, bisogna prima credere, fare atti di fede, …e solo allora si sperimenterà!
Potremo verificare il sostegno di Dio soltanto nella misura in cui gli lasciamo lo spazio necessario in cui potersi manifestare.
Se una persona che deve saltare col paracadute non si getta nel vuoto, non potrà sentire che le corde la sorreggono. Occorre prima fare il salto, ...solo in seguito ci si sentirà portati.
Questo slancio consiste nel rompere definitivamente con l'abitudine a risolvere tutto partendo da se stessi, facendo affidamento esclusivamente nelle proprie forze.
Si tratta di fare un "salto" in Dio, aprendo il nostro cuore al suo Santo Spirito affinché lo plasmi, …e quando ci si ritrova tra le sue braccia …è il momento di affidargli ogni preoccupazione, ogni turbamento ed ogni sofferenza, ...non c'è "posto" più bello, ... dove chi "entra" non lo lascia più!
Questo atteggiamento costante di fiducioso e totale abbandono filiale alla Divina Volontà, ci mette a nudo, …scrosta da noi tutto il superfluo e ci riempie il cuore di pace.
La pace autentica del cuore e della mente, è quella che pervade tutto l'essere, è  pregustazione della pace eterna; essa illumina l'anima sino a farla divenire riflesso di Dio e, del Suo immenso amore.
Saremo uomini di pace, figli dell' Altissimo, nello stesso istante in cui ritorneremo in modo autentico ed irrevocabile a Dio Padre, mediante l'abbandono filiale e la preghiera del cuore.
"Tu ci hai fatti per Te Signore, ed il nostro cuore è inquieto se non riposa in Te!" (S. Agostino).
 
Giacomo Davino
 

postato da: isaias alle ore 14:17 | link | commenti
categorie: cultura, amore, riflessioni
sabato, 25 agosto 2007

                                     Fuoco sulla terra
                                                                                                                
Qualcuno afferma: "quando non c'è fede, non c'è l'insistente preghiera" ...sono d’accordo!
La preghiera incessante è frutto di una fede salda e fiduciosa  ricolma di speranza, di quella fede che non si scoraggia mai.

Gesù ci ha detto che tutto quello che chiediamo con fede ci sarà concesso, allora perché spesso dubitiamo perché non crediamo nelle promesse del nostro Signore?
Tutto ci sarà accordato mediante la preghiera fiduciosa e dunque mediante la preghiera "incessante",  non importa se ci vorrà un giorno, un mese, un anno, dieci anni, ciò che stiamo chiedendo sta per essere accordato nella volontà di Dio, in quello stesso momento e anche prima di averlo chiesto l'opera Misericordiosa di Dio si sta manifestando nella nostra vita e nella nostra storia.

Spesso quello che noi chiediamo avviene per vie diverse da quelle che ci aspettiamo, molte volte non riusciamo neanche a comprendere che il Signore opera per un bene REALE e MAGGIORE da quello che noi abbiamo richiesto.
Proprio quando diciamo: Gesù  perché non mi ascolti? Lui spesso risponde "uomini di poca fede, quanto dovrò stare ancora con voi ?"
Il nostro grande errore e voler vedere l'opera di Dio con i nostri occhi e con la nostra mente (spesso inquinata dal mondo e da satana).

Ma Dio vuole che noi guardiamo alle cose, con gli occhi dello Spirito, attraverso quel Soffio che non ci fa mai demordere soprattutto quando non capiamo e non vediamo realizzarsi le nostre richieste, l'occhio dello Spirito ci fa rimanere fiduciosi, nella piena certezza che Dio guida al
meglio la nostra vita.

Quindi preghiamo sempre incessantemente con la certezza reale che il nostro Dio non rimarrà sordo, e mentre preghiamo non dimentichiamo di ringraziare Dio per quello che ci sta concedendo già in quel'istante, ogni preghiera deve essere accompagnata da lode e ringraziamento, perché queste manifestano la nostra gratitudine e la nostra fede certa in Dio.

Allora  chiediamo con lo stesso entusiasmo dei primi cristiani , ma che quell'entusiasmo si trasformi ben presto in certezza di sperimentare la Grazia di Dio che avvolge la nostra storia, che avvolge ognuno di noi, che ci sia concesso il dono delle lacrime, il dono della gioia, che le nostre ginocchia possano per un momento piegarsi davanti al Re dei Re, che ci sia concesso il dono di Sapienza per comprendere le cose di Dio e sentirle fortemente nel cuore , affinché sia data la giusta lode a Colui che ci dona la vita .
Vieni Santo Spirito e donaci una nuova Pentecoste, che possa la nostra fede esplodere e diventare "FUOCO SULLA TERRA"!
Veni Sancte Spiritus et emitte cælitus lucis tuæ radium. Amen.
                                  
Danilo Vitelli
 

postato da: isaias alle ore 10:37 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni, preghiere
venerdì, 15 giugno 2007

            Unico programma: la preghiera
 
Come è sufficiente poco sale per condire un piattone di insalata, così è sufficiente che noi cristiani diventiamo sale della terra per ridare il sapore di Cristo a questo mondo scristianizzato e disumano.
I vari personaggi e luminari della Tv, lontani anni luce dall'umiltà di Maria non devono e non possono avere la nostra attenzione e il nostro ascolto, neanche quando parlano o si improvvisano esperti in materia di fede.
Credo che dobbiamo convincerci sempre più che oggi una nuova ondata di cristianizzazione e di fede non potrà mai venire da programmi televisivi simpatizzanti dello spirito, ma dalla nostra testimonianza di vita non di cristiani falliti e frustrati, ma di cristiani che fanno ogni giorno esperienza della potenza di Dio attraverso la preghiera.
 
Il fatto che ci sia un'esigenza di parlare di certi argomenti in Tv denota un risveglio del desiderio di "divino" che c'è in ogni uomo. Anche lo spiritismo nasce come "esigenza" di una dimensione spirituale dell'uomo...
Diceva il Cardinal Biffi che quando l'uomo perde la fede, non è che non crede più in nulla, ma finisce col credere a tutto, anche alle favole. E così l'uomo senza fede crede agli oroscopi, alle creme di bellezza, alle promesse elettorali, agli extraterrestri, ai gesti scaramantici. Crede a tutto, appunto. Quindi - conclude intelligentemente il cardinal Biffi - la distinzione più adeguata tra gli uomini del nostro tempo parrebbe non tanto quella tra credenti e non credenti, quanto tra credenti e "creduloni".
 
Lasciamo la televisione, lasciamo chiusa questa "finestra" che fa entrare nelle nostre case tutto l'odio anticristiano del mondo portando nei nostri cuori amarezza, mancanza di pace, delusione. Lasciamo aperta la Bibbia nelle nostre case, leggiamola aprendo il nostro cuore, e viviamo nel mondo come delle lampade accese, come quelle lampade che si trovano nei pressi dei tabernacoli nelle chiese, che indicano la presenza del Santissimo Sacramento.
Chi ci guarda deve capire che esiste un modo diverso di vivere la vita, nella gioia profonda, nella fede che sposta le montagne e che fa miracoli, nella certezza che il Signore ascolta la nostra preghiera e opera prodigi per i suoi figli.
 
Non ascoltiamo i falsi profeti della televisione, quei modelli di "uomini intelligenti" che vorrebbero insegnare a Dio il suo mestiere. Ascoltiamo la voce del nostro Pastore, care pecorelle, perché solo in lui noi possiamo pascere in pascoli erbosi! Gli altri sono tutti dei lupi rapaci, dei ladri e briganti che non si curano di noi pecorelle, anzi, ci sfruttano, ci usano e poi ci uccidono dentro il cuore.
 
Preghiamo di più, preghiamo meglio, chiediamo a Dio il dono della preghiera, perché possiamo essere uomini e donne di preghiera, impastati di preghiera, a contatto con Dio attimo per attimo, capaci di ascoltare i suoi consigli, di compiere la sua Volontà, di operare ciò che Lui si aspetta da noi, cioè che compiamo le opere di Dio!
 
Abbiamo i carismi: usiamoli! Non mettiamoli sotto terra. I carismi non sono prerogative solo dei grandi santi, ma sono a nostra disposizione, sono a disposizione di tutti quelli che credono. Gesù non ha detto: "i perfetti" compiranno le mie stesse opere, ma ha detto: "coloro che credono" potranno compiere le stesse opere che io compio!
Il mondo ha bisogno di testimoni credibili, ha bisogno di vedere in noi dei modelli di umanità, di fede, di Amore.
La preghiera e il contatto quotidiano con Dio ci aiuterà ad essere come Dio ci vuole, e ci darà la forza dello Spirito Santo, per esserGli testimoni fino alla fine.
 
Salvo Lombardo

postato da: isaias alle ore 11:53 | link | commenti
categorie: riflessioni, preghiere, mass-media
martedì, 01 maggio 2007

                                    Ascoltare il Cielo
                                 
E' una caratteristica di tutte le dittature - la paura della verità. Perché ogni dittatura si regge su due pilastri: la forza bruta e la menzogna. Ma c'è il sussurro di una piccola voce, che è capace di
passare tra le spesse mura di difesa e scivolare oltre le guardie più attente, e ciò basta a far crollare una dittatura - la voce della radio. Nei paesi dove la verità viene contraffatta la gente si
incolla alla radio, magari tenuta a basso volume, per sentire la verità che altrimenti non conoscerebbe mai. Succedeva nella Germania di Hitler, succedeva e succede ancora adesso nei regimi comunisti.
Naturalmente, il dittatore di turno non vuole che la sua gente conosca la situazione reale - così fa trasmettere nella stessa frequenza d'onda, cercando di offuscare la verità con il suo rumore.

Alcune terribili dittature sono sparite, ma sfortunatamente non se ne è andata la strategia di confondere la verità con tanto rumore alternativo. Difatti, Satana sta usando questa strategia da tempo immemorabile per impedirci di sentire Dio che ci parla. Nella Bibbia ci sono nove semplici parole che, nella loro semplicità, sono una sfida totale al nostro stile di vita. Sono scritte nel libro delle Lamentazioni 3, 26: «È bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore». Come fai a conoscere il cuore di Dio, i Suoi progetti, la Sua volontà? Creando il silenzio. Ma il nemico delle nostre anime sa bene quanto sia pericoloso che tu ti metta in Suo ascolto – così cerca di offuscare le trasmissioni di Dio per te coprendole con un incessante rumore. E il diavolo ci riesce con grande facilità in questa nostra vita frenetica. Il cellulare che non ti abbandona mai (qualcuno se lo farà mettere anche nella bara)... sms... radio... email... chat.
E le voci della gente - i tuoi figli, il tuo coniuge, i tuoi amici, i tuoi colleghi - che trasmettono continuamente su di te. Sei cresciuto, o sei obbligato a vivere, inondato da televisioni, radio, videocassette, playstation, CD, DVD, walkman - ti alzi al mattino con un sottofondo di rumori, ti prepari ad  affrontare la giornata accompagnato da questo sottofondo, fai ginnastica o palestra sempre con questo sottofondo, vai al supermercato e fai la spesa sempre con rumori di sottofondo, ti rilassi ascoltando rumori, ti addormenti magari con le cuffiette che trasmettono rumori. Senza contare il "rumore silenzioso" - i giornali, le riviste, i romanzi, la pila di lettere cartacee o elettroniche.

Siamo cresciuti in un mondo così pieno di rumori che il silenzio ci mette a disagio. Nelle Filippine sono vissuto per alcuni anni in una casa isolata in mezzo al bosco. Una volta un giovane mi ha detto: "Non mi piace questo posto, c'è troppo silenzio". Così se non ci sono rumori di sottofondo, ne accendiamo qualcuno - e anche in fretta! E invece Dio ti dice che puoi conoscerLo bene soprattutto nel silenzio.
Ma abbiamo pochi spazi di silenzio. E se da un lato i canti religiosi, la musica sacra, i programmi televisivi o radiofonici di emittenti cattoliche ci possono aiutare nel far crescere la nostra fede, d'altro lato possono anche offuscare quello che Dio vuole dire al nostro cuore se rimaniamo sempre incollati a essi.
A Marta che si affannava a servirLo correndo di qua e di là, Gesù ha detto che quello che sua sorella Maria stava facendo era molto più importante - si era seduta quieta ai piedi di Gesù e Lo ascoltava. Ossia quello che noi facciamo molto poco. La nostra giornata è piena delle occupazioni di Marta, ma scarseggia del silenzio di Maria, che voleva solo ascoltare Gesù. Con il risultato che ci stressiamo e la nostra vita spirituale inaridisce.

Mi chiedo se oggi Dio non ti dica nel mezzo di un'arida giornata super-occupata: "Fermati. Crea silenzio fuori di te e dentro di te.  In tutto quello che stai facendo Io non ci sono, perché non stai proteggendo il tempo di intimità tra me e te". Devi essere disposto a combattere per queste oasi di silenzio in un mondo che ti frastorna di rumori. Spegni la radio, così puoi ascoltare il tuo Dio... anche quando guidi. La televisione può rimanere spenta... puoi vivere anche senza film... puoi fare ginnastica senza walkman... pulire casa senza musica... vai per qualche ora in un altro posto, se necessario – solo per aspettare in silenzio la salvezza del Signore, ossia quello che Lui ti vuole dire. Comincia a lodarLo, benedirLo e ringraziarLo per quello che di bello ha fatto nella tua vita... ascoltaLo lungamente nella Scrittura... diGli tutto quello che ti sta a cuore nella preghiera e ascolta la Sua risposta nella tua coscienza... scrivi in un quaderno quello che ti sembra Ti stia dicendo durante questo tempo nel quale la Sua voce è l'unica che stai ascoltando.

Il diavolo non vuole che tu ascolti il messaggio di Dio che parla al tuo cuore - così cerca di offuscare la voce di Dio, coprendo la verità con un mucchio di rumore. Ma tu non puoi perderti quello che Dio vuole trasmetterti. Crèati del silenzio. Nel silenzio puoi ascoltare il Cielo.
 
don Luciano
  

postato da: isaias alle ore 14:04 | link | commenti
categorie: cultura, riflessioni
venerdì, 27 aprile 2007

La Preghiera di Gesù o Preghiera del cuore
          
La formula
La preghiera di Gesù si dice in questo modo: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio abbi pietà di me, peccatore. In origine, la si diceva senza la parola peccatore; questa è stata aggiunta più tardi alle altre parole della preghiera. Tale parola esprime la coscienza e la confessione del nostro stato di peccato
Istituita da Cristo
Dopo l'ultima cena, il Signore Gesù Cristo diede ai suoi discepoli dei comandamenti e dei precetti sublimi e definitivi; fra questi, la preghiera nel suo Nome. Egli ha presentato questo tipo di preghiera come un dono nuovo e straordinario, d'inestimabile valore. Gli apostoli conoscevano già in parte la potenza del Nome di Gesù: per suo mezzo guarivano le malattie incurabili, sottomettevano i demoni, li dominavano, li legavano e li cacciavano. E' questo Nome potente e meraviglioso che il Signore comanda di utilizzare nelle preghiere, promettendo che agirà con particolare efficacia. "Qualunque cosa chiederete al Padre nel mio Nome", dice ai suoi apostoli, "la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio Nome, io la farò" (Gv 14,13-14). "In verità, in verità vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio Nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio Nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena" (Gv 16,23-24).
La pratica degli apostoli
Nei Vangeli, negli Atti e nelle Lettere noi vediamo la fiducia senza limiti che gli apostoli avevano nel Nome del Signore Gesù e la loro infinita venerazione nei suoi confronti. E' per suo mezzo che essi compivano i segni più straordinari. Certamente non troviamo nessun esempio che ci dica in che modo essi pregassero facendo uso del Nome del Signore, ma è certo che lo facevano. E come avrebbero potuto agire diversamente, dal momento che tale preghiera era stata loro consegnata e comandata dal Signore stesso, dal momento che questo comando era stato loro dato e confermato a due riprese? Se la Scrittura tace a questo proposito, è unicamente perché questa preghiera era di uso comune: non v'era dunque nessuna necessità di menzionarla espressamente, dato che era ben nota e che la sua pratica era generale.
Un'antica regola
Che la preghiera di Gesù sia stata largamente conosciuta e praticata risulta chiaramente da una disposizione della chiesa che raccomanda agli analfabeti di sostituire tutte le preghiere scritte con la preghiera di Gesù. L'antichità di tale disposizione non lascia spazio a dubbi. In seguito, essa fu completata per tener conto della comparsa all'interno della chiesa di nuove preghiere scritte. Basilio il Grande ha steso quella regola di preghiera per i suoi fedeli; così, certuni gliene attribuiscono la paternità. Senz'altro, però, essa non è stata né creata né istituita da lui: egli si è limitato a mettere per iscritto la tradizione orale, esattamente come ha fatto per la stesura delle preghiere della liturgia. Quelle preghiere, che esistevano a Cesarea già fin dai tempi apostolici, non erano scritte, ma si trasmettevano in forma orale, allo scopo di proteggere quel grande atto liturgico dai sacrilegi dei pagani.
I primi monaci
La regola di preghiera del monaco consiste essenzialmente nell'assiduità alla preghiera di Gesù. E' sotto questa forma che tale regola viene data, in maniera generale, a tutti i monaci. In questa regola si parla della preghiera di Gesù allo stesso modo in cui si parla della preghiera domenicale, del salmo 50 e del simbolo della fede, cioè come di cose universalmente conosciute e accettate. Quando Antonio il Grande, che visse fra il III e il IV secolo, esorta i discepoli ad esercitarsi con il più grande zelo nella preghiera di Gesù, ne parla come di qualcosa che non ha bisogno del minimo chiarimento. Le spiegazioni relative a questa preghiera apparvero più tardi, a mano a mano che se ne perdeva la conoscenza viva. Così, un insegnamento dettagliato sulla preghiera di Gesù fu dato dai Padri del XIV e XV secolo, allorché la sua pratica prese a scomparire anche fra i monaci.
Testimonianze indirette
Nei documenti dei primi secoli del cristianesimo pervenuti fino a noi, la preghiera nel Nome di Gesù non è trattata a parte, ma solo in connessione con altri temi.
Nella Vita di Ignazio Teoforo, vescovo di Antiochia, che ricevette la corona del martirio a Roma sotto l'imperatore Traiano, leggiamo quanto segue: “Mentre lo si conduceva per essere consegnato alle bestie feroci, egli aveva incessantemente il Nome di Gesù Cristo sulle labbra; allora i pagani gli chiesero per quale motivo pronunciasse continuamente quel Nome. Il santo rispose che aveva il Nome di Gesù Cristo impresso nel cuore e che non faceva altro che confessare con la bocca colui che sempre portava nel cuore." Il santo martire Ignazio fu davvero, sia nel nome che nella vita, un 'Teoforo' (nome che in greco significa 'Portatore di Dio'), perché portava sempre nel cuore il Cristo-Dio, impresso dalla meditazione continua del suo spirito. Ignazio fu discepolo del santo apostolo ed evangelista Giovanni ed ebbe nella sua infanzia il privilegio di vedere il Signore Gesù Cristo.
La chiesa primitiva
Non v'è dubbio che l'evangelista Giovanni insegnò la preghiera di Gesù a Ignazio e che questi, in quel periodo fiorente del cristianesimo, la praticava al pari di tutti gli altri cristiani. In quel tempo tutti i cristiani imparavano a praticare la preghiera di Gesù: anzitutto per la grande importanza di questa preghiera, quindi per la rarità e il costo elevato dei libri sacri ricopiati a mano e per il numero ridotto di quanti sapevano leggere e scrivere (gran parte degli apostoli erano analfabeti), infine perché questa preghiera è di facile uso.
Declino progressivo
Uno scrittore del V secolo, Esichio di Gerusalemme, si lamenta già che la pratica di questa preghiera è andata fortemente in declino fra i monaci. Col tempo, tale declino si accentuerà ulteriormente; così, i santi Padri con i loro scritti si sforzarono di incoraggiare questa pratica. L'ultimo in ordine di tempo a scrivere su questa preghiera fu il beato staretz Serafim di Sarov. Lo staretz non redasse lui stesso le Istruzioni, che apparvero sotto il suo nome, ma esse furono messe per iscritto, a partire dal suo insegnamento orale, da uno dei monaci che stavano sotto la sua direzione; esse portano chiaramente il segno di un'ispirazione divina.  Ai nostri giorni, la pratica della preghiera di Gesù è quasi abbandonata da coloro che fanno vita monastica.
Il potere del Nome
La forza spirituale della preghiera di Gesù risiede nel Nome del Dio-Uomo, il nostro Signore Gesù Cristo. Benché siano molti i passi della sacra Scrittura che proclamano la grandezza del Nome divino, tuttavia il suo significato fu spiegato con grande chiarezza dall'apostolo Pietro dinanzi al sinedrio che lo interrogava per sapere "con quale potere o in nome di chi" egli avesse procurato la guarigione a un uomo storpio fin dalla nascita. "Allora Pietro, pieno di Spirito santo, disse loro: 'Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la salute, la cosa sia nota a voi tutti e a tutto il popolo d'Israele: nel Nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo. In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati"' (At 4,7-12) Una tale testimonianza viene dallo Spirito santo: le labbra, la lingua, la voce dell'apostolo non erano che strumenti dello Spirito.
Un altro strumento dello Spirito santo, l'apostolo dei gentili, fa una dichiarazione simile. Egli dice: "Infatti, chiunque invocherà il Nome del Signore sarà salvato" (Rm 10,13). "Gesù Cristo umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il Nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel Nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra" (Fil 2,8-10).
Hanno detto di essa i Monaci che l'hanno praticata
È preghiera pura la "preghiera dell'ardore", fitta di orazioni "veloci e veementi, pure e fervide come carboni di fuoco",  un grido potente (Eb 5,7) che sale dal profondo del cuore, congiunto all'umiltà che [procede] dalla potenza della gioia", da cui "l'uomo è umiliato nei suoi pensieri fino agli abissi" (Isacco di Ninive: Sui santi fremiti)
"Un'orazione ardente, nota a pochissimi e da pochissimi sperimentata,  ineffabile". Tale esperienza, come a noi è stata trasmessa da quei pochi che, tra gli antichissimi padri sono sopravvissuti, così pure da noi essa non viene proposta, se non a pochissimi, realmente sitibondi di accoglierla. (Giovanni Cassiano, Conferenze ai monaci).
 

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categorie: riflessioni, preghiere, santi, padri del deserto
venerdì, 13 aprile 2007

Detti sulla preghiera dei Padri della Chiesa, dei Dottori della Chiesa e dei Padri del deserto
 
S.  Agostino ha detto:
"Nutri la tua anima con la lettura biblica: essa ti preparerà un banchetto spirituale".
"La preghiera muore, quando il desiderio si raffredda".
S. Tommaso d'Aquino ha detto:
"La preghiera non viene presentata a Dio per fargli conoscere qualcosa che Egli non sa, ma per spingere verso Dio l'animo di chi prega."
S. Girolamo ha detto:
"Chi è assiduo nella lettura della Parola di Dio, quando legge si affatica, ma in seguito è felice perché gli amari semi della lettura producono in lui i dolci frutti.
"Studiamo ora che siamo sulla terra quella Realtà la cui conoscenza resterà anche quando saremo in cielo".
"Preghi? Sei tu che parli allo Sposo. Leggi? E' lo Sposo che parla a te".
S. Ignazio di Loyola ha detto:
"Pregare è seguire Cristo che va tra gli uomini, quasi accompagnandolo".
S. Caterina da Bologna ha detto:
 La preghiera è l'estatica contemplazione dell' Altissimo, nella sua infinita bellezza e bontà: uno sguardo semplice e amoroso su Dio".
S. Giovanni Crisostomo ha detto:
"L'uomo che prega ha le mani sul timone della storia".
S. Giovanni Damasceno ha detto:
"La preghiera è un'elevazione della mente a Dio".
S. Ignazio d'Antiochia ha detto:
Procurate di riunirvi più frequentemente per il rendimento di grazie e per la lode a Dio. Quando vi radunate spesso le forze di satana sono annientate ed il male da lui prodotto viene distrutto nella concordia della vostra fede. 
S. Bernardo di Chiaravalle ha detto:
 "I tuoi desideri gridino a Dio. la preghiera è una pia tensione del cuore verso Dio."
Tertulliano ha detto: 
L'unico compito della preghiera è richiamare le anime dei defunti dallo stesso cammino della morte, sostenere i deboli, curare i malati, liberare gli indemoniati, aprire le porte del carcere, sciogliere le catene degli innocenti. Essa lava i peccati, respinge le tentazioni, spegne le persecuzioni, conforta i pusillanimi, incoraggia i generosi, guida i pellegrini, calma le tempeste, arresta i malfattori, sostenta i poveri, ammorbidisce il cuore dei ricchi, rialza i caduti, sostiene i deboli, sorregge i forti. (L'orazione, cap. 29)
Charles de Focauld ha detto:
"Bisogna lodare Dio. Lodare è esprimere la propria ammirazione e nello stesso tempo il proprio amore, perchè l'amore è inseparabilmente unito ad un'ammirazione senza riserve.
Dunque, lodare significa struggersi ai suoi piedi in parole di ammirazione e d'amore. Significa ripetergli che Egli è infinitamente perfetto, infinitamente amabile, infinitamente amato.
Significa dirgli che Egli è buono e che l'amiamo".
Maestro Eckhart ha detto:
"Perchè preghiamo?.. Perchè Dio nasca nell'anima e l'anima rinasca in Dio...Un essere tutto intimo, tutto raccolto ed uno in Dio: questa è la Grazia, questo significa "Iddio con te".
S.Teresa di Gesù ha detto:
 L'orazione mentale non è altro, per me, che un intimo rapporto di amicizia, un frequente tratteni-mento, da solo a solo, con Colui da cui sappiamo d'essere amati. (Vita 8,5)
... la porta per cui mi vennero tante grazie fu soltanto l'orazione. Se Dio vuole entrare in un'anima per prendervi le sue delizie e ricolmarla di beni, non ha altra via che questa, perché Egli la vuole sola, pura e desiderosa di riceverlo. (Vita 8,9)
Certo bisogna imparare a pregare. E a pregare si impara pregando, come si impara a camminare camminando.
...nel cominciare il cammino dell'orazione si deve prendere una risoluzione ferma e decisa di non fermarsi mai, né mai abbandonarla. Avvenga quel che vuole avvenire, succeda quel che vuole succedere, mormori chi vuole mormorare, si fatichi quanto bisogna faticare, ma piuttosto di morire a mezza strada, scoraggiati per i molti ostacoli che si presen-tano, si tenda sempre alla méta, ne vada il mondo intero. (Cammino di perfezione 21,4)
Pensate di trovarvi innanzi a Gesù Cristo, conversate con Lui e cercate di innamorarvi di Lui, tenendolo sempre presente. (Vita 12,2)
La continua conversazione con Cristo aumenta l'amore e la fiducia. (Vita 37,5)
Buon mezzo per mantenersi alla presenza di Dio è di procurarvi una sua immagine o pittura che vi faccia devozione, non già per portarla sul petto senza mai guardarla, ma per servirsene ad intrattenervi spesso con Lui ed Egli vi suggerirà quello che gli dovete dire.
Se parlando con le creature le parole non vi mancano mai, perché vi devono esse mancare parlando con il Creatore? Non temetene: io almeno non lo credo! (Cammino di perfezione 26,9)
Non siate così semplici da non domandargli nulla! (Cammino di perfezione 28,3)
Chiedetegli aiuto nel bisogno, sfogatevi con Lui e non lo dimenticate quando siete nella gioia, parlandogli non con formule complicate ma con spontaneità e secondo il bisogno. (Vita 12,2)
Cercate di comprendere quali siano le risposte di Dio alle vostre domande.Credete forse che Egli non parli perché non ne udiamo la voce? Quando è il cuore che prega, Egli risponde. (Cammino di perfezione 24,5)
 A chi batte il cammino della preghiera giova molto un buon libro.
Per me bastava anche la vista dei campi, dell'acqua, dei fiori: cose che mi ricordavano il Creatore, mi scuotevano, mi raccoglievano, mi servivano da libri. (Vita 9,5)
Per molti anni, a meno che non fosse dopo la Comunione, io non osavo cominciare a pregare senza libro. (Vita 4,9)
 E' troppo bella la compagnia del buon Gesù per dovercene separare! E' altrettanto si dica di quella della sua Santissima Madre. (Seste Mansioni 7,13)
 ... fate il possibile di stargli sempre accanto. Se vi abituerete a tenervelo vicino ed Egli vedrà che lo fate con amore e che cercate ogni mezzo per contentarlo, non solo non vi mancherà mai, ma, come suol dirsi, non ve lo potrete togliere d'attorno.
L'avrete con voi dappertutto e vi aiuterà in ogni vostro travaglio. Credete forse che sia poca cosa aver sempre vicino un così buon amico? (Cammino di perfezione 26,1)
 Poiché Gesù vi ha dato un Padre così buono, procurate di essere tali da gettarvi fra le sue braccia e godere della sua compagnia.
E chi non farebbe di tutto per non perdere un tal Padre? Quanti motivi di consolazione! Li lascio alla vostra intuizione! In effetti, se la vostra mente si mantiene sempre tra il Padre e il Figlio, interverrà lo Spirito Santo ad innamorare la vostra volontà col suo ardentissimo amore. (Cammino di perfezione 27, 6-7)
Quelli che sanno rinchiudersi nel piccolo cielo della loro anima, ove abita Colui che la creò e che creò pure tutto il mondo, e si abituano a togliere lo sguardo e a fuggire da quanto distrae i loro sensi, vanno per buona strada e non mancheranno di arrivare all'acqua della fonte.
Essendo vicinissimi al focolare, basta un minimo soffio dell'intelletto perché si infiammino d'amore, già disposti come sono a ciò, trovandosi soli con il Signore, lontani da ogni oggetto esteriore. (Cammino di perfezione 28,5.8)
 Per cominciare a raccogliersi e perseverare nel raccoglimento, si deve agire non a forza di braccia ma con dolcezza. Quando il raccoglimento è sincero, l'anima sembra che d'improvviso s'innalzi sopra tutto e se ne vada, simile a colui che per sottrarsi ai colpi di un nemico, si rifugia in una fortezza.
Dovete saper che questo raccoglimento non è una cosa soprannaturale, ma un fatto dipendente dalla nostra volontà e che noi possiamo realizzare con l'aiuto di Dio. (Cammino di perfezione 28,6; 29,4)
Sapevo benissimo di avere un'anima, ma non ne capivo il valore, né chi l'abitava, perché le vanità della vita mi avevano bendati gli occhi per non lasciarmi vedere.
Se avessi inteso, come ora, che nel piccolo albergo dell'anima mia abita un Re così grande, mi sembra che non l'avrei lasciato tanto solo...e sarei stata più diligente per conservami senza macchia. (Cammino di perfezione 28,11)
Non si creda che nuoccia al raccoglimento il disbrigo delle occupazioni necessarie.
Dobbiamo ritirarci in noi stessi, anche in mezzo al nostro lavoro, e ricordarci di tanto in tanto, sia pure di sfuggita, dell'Ospite che abbiamo in noi, per-suadendoci che per parlare con Lui non occorre alzare la voce. (Cammino di perfezione 29,5)
 Il Signore ci conceda di non perdere mai di vista la sua divina presenza! (Cammino di perfezione 29,8)
 Quando un'anima... non esce dall'orazione fermamente decisa a sopportare ogni cosa, tema che la sua orazione non venga da Dio. (Cammino di perfezione 36,11)
 Quando un'anima si unisce così intimamente alla stessa misericordia, alla cui luce si riconosce il suo nulla e vede quanto ne sia stata perdonata, non posso credere che non sappia anch'essa perdonare a chi l'ha offesa.
Siccome le grazie ed i favori di cui si vede inon-data le appariscono come pegni dell'amore di Dio per lei, è felicissima di avere almeno qualche cosa per testimoniare l'amore che anch'ella nutre per lui. (Cammino di perfezione 36,12)
 La preghiera non è qualcosa di statico, è un'amicizia che implica uno sviluppo e spinge a una trasformazione, a una somiglianza sempre più forte con l'amico. (da L'amicizia con Cristo, cap VII)
 
Detti dei Padri del deserto.
 
L'importanza della preghiera del mattino
Non appena ti levi dopo il sonno, subito, in primo luogo, la tua bocca renda gloria a Dio e intoni cantici e salmi, poiché la prima preoccupazione, alla quale lo Spirito si apprende fin dall'aurora, esso continua a macinarla, come una mola, per tutto il giorno, sia grano sia zizzania. Perciò sii sempre il primo a gettar grano, prima che il nemico getti la zizzania.
Pregare prima di ogni cosa
Un anziano diceva: "Non far nulla senza pregare e non avrai rimpianti"
Detti di S. Isidoro
"Chi vuole essere sempre unito a Dio, deve pregare spesso e leggere spesso, perché nella preghiera siamo noi che parliamo a Dio, ma nella lettura della Bibbia è Dio che parla a noi".
"Tutto il progresso spirituale si basa sulla lettura e sulla meditazione: ciò che ignoriamo, lo impariamo con la lettura; ciò che abbiamo imparato, lo conser-viamo con la meditazione."
"La lettura della Bibbia ci procura un duplice vantaggio: istruisce la nostra intelligenza e ci introduce all'amore per Iddio distogliendoci dalle cose vane."
"Nessuno può capire il senso della Bibbia, se non acquista consuetudine e familiarità con essa mediante la lettura".
 Detti di S. Pacomio
Mettiamo freno all'effervescenza dei pensieri che ci angosciano e che salgono dal nostro cuore come acqua in ebollizione, leggendo le Scritture e ruminandole incessantemente...e ne sarete liberati .
Detti di Arisitide l'Apologeta
"E' per la preghiera dei cristiani che il mondo sta in piedi". 
Detti di Evagrio Pontico
"La preghiera è sorgente di gioia e di grazia".
"Quando, dedicandoti alla preghiera, sei giunto al di sopra di ogni altra gioia, allora veramente hai trovato la preghiera.
Detti di Giovanni Climaco 
"La preghiera è sostegno del mondo, riconciliazione con Dio, misura del progresso spirituale, giudizio del Signore prima del futuro giudizio".
Detti di Barsanufio
"Anche tu, mentre resti tra gli uomini, aspettati tribolazioni, rischi e urti alla sensibilità. Ma se raggiungi il porto del silenzio, per te preparato, non avrai più paura"
"Osserva, fratello, quanto siamo meschini: parliamo soltanto con le labbra e le nostre azioni mostrano che siamo differenti da ciò che diciamo"
"Evita la collera quanto puoi, non giudicare nessuno e specialmente quelli che ti mettono alla prova. Pensandoci bene, capirai che sono loro che ti conducono alla maturità"
"Mi hai scritto chiedendo che pregassi per i tuoi peccati. Ti dirò la stessa cosa: Prega per i miei"
Detti di S. Serafino di Sarov
Seminare la gioia è importante: aiuta lo spirito dell'uomo a restare davanti al volere di Dio
L'amore per le chiacchiere è anche amore per la pigrizia. Se non capisci te stesso cosa puoi insegnare agli altri? Taci, taci sempre, ricordati costantemente della presenza di Dio e del suo amore.
Il digiuno non consiste solo nel mangiare raramente, ma nel mangiare poco. Non ha senso che chi digiuna, dopo aver atteso con impazienza l'ora del pasto, si precipiti aconsumare il cibo con voracità corporale e mentale.
Insegnare è facile come scagliare pietre dal'alto di un campanile. Mettere in pratica quello che si insegna invece è difficile come portare pietre in cima al campanile.
Non seguiamo la via dello scoraggiamento: Cristo ha vinto ogni cosa.
Come il ferro si abbandona all'incudine così io affido la mia volontà a Dio.
Il fine della vita cristiana è uno solo: è ottenere lo Spirito Santo. La preghiera, il digiuno, le veglie, l'elemosina e ogni altra buona azione, fatta in nome di Cristo, sono solo mezzi per ottenere lo Spirito Santo.
La salit verso il Regno richiede pazienza e generosità. Non si vince facilmente l'attaccamento alle vanità di questo mondo.
"Vegliate e pregate per non cadere in tentazione" Mt 26,41, cioè per non essere privati dello spirito di Dio; le veglie e la preghiera infatti ci aprono alla sua grazia.
Tutti possono pregare! Il ricco e il povero, il forte e il debole, il sano e il malato, il santo e il peccatore. La preghiera è sempre a nostra disposizione, più di ogni altra cosa.
Quando in un cuore discende lo Spirito Santo è bene essere assolutamente silenziosi da sentire chiaramente la sua voce e capire la luce che ci dona.
E' impossibile per il demonio far perire una persona a meno che smetta di invocare la Madre di Dio.
Acquista e conserva la pace interiore e migliaia intorno a te troveranno la salvezza.
La pace si acquista attraverso le tribolazioni. Chi vuole amare di Dio deve superare molte prove.
Nulla aiuta di più la pace interiore che il silenzio: il dialogo icessante con se stessi e il silenzio con gli altri.
Non bisogna mai esagerare in nulla, ma fare in modo che il nostro amico, il corpo, rimanga fedele e partecipi alla nostra vita interiore.
Bisogna essere pazienti verso se stessi e sopportare le proprie mancanze come si sopportano quelle degli altri, ma bisogna anche non lasciarsi prendere dalla pigrizia e sforzarsi di sempre migliorare.
Davanti alle nostre mancanze non arrabbiamoci, non aggiungiamo un male ad un altro male, ma conserviamo la pace interiore, e dedichiamoci con coraggio a convertirci. La virtù non è una pera che si mangia in un solo boccone.
Dobbiamo attenderci gli attacchi del demonio. Come possiamo sperare che ci lascierà tranquilli se ha tentato anche nostro Signore Gesù ?
Se Dio abbandonasse l'uomo a sé stesso, il diavolo sarebbe pronto a ridurlo in polvere come un chicco di grano sotto la macina.
Guardati dallo spirito di scoraggiamento, perché di qui nasce ogni male.
Per custodire la pace bisogna fuggire la tristezza e conservare sempre lo spirito allegro: nella tristezza non c'è alcun giovamento. Quando il corpo è indebolito dalla malattia è un segno della misericordia di Dio...la malattia indebolisce le passioni e l'uomo rientra in se stesso.
Il Signore ha creato il corpo non le malattie, ha creato l'anima non il peccato. Se perdiamo l'amore di Dio diventiamo preda di numerosi mali.
Dobbiamo trattare il prossimo con dolcezza, stando attenti a non offenderlo in alcun modo. Quando voltiamo le spalle a qualcuno o lo offendiamo, è come se mettessimo una pietra sul nostro cuore.
Giudica te stesso, allora cesserai di giudicare gli altri.
Non bisogna mai vendicarci di un'offesa, qualunque essa sia, al contrario dobbiamo perdonare di tutto cuore a chi ci ha offesi, anche se il nostro cuore si oppone. Dio ci chied inimicizia solo col serpente che fin da principio ha indotto l'uomo in tenatazione e l'ha cacciato dal paradiso.
Se credi di essere staccato dalla tua volontà, ma conservi l'attaccamento a qualcosa, vuol dire che non sei staccato da nulla; nemmeno da quelle cose da cui ti credevi libero.
I peccati degli altri sono in profondità anche i nostri.
 
APOFTEGMI  DEI
PADRI DEL DESERTO
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postato da: isaias alle ore 23:33 | link | commenti
categorie: riflessioni, santi, padri del deserto
venerdì, 30 marzo 2007

     Le battaglie del Signore: come si vincono
 
Non ti affannare per quello che puoi fare, per quello che puoi scrivere; prega silenziosamente, con fiducia umile, con umiltà fiduciosa. La preghiera porta nel combattimento il piano di guerra del generale, vi porta il rifornimento del cielo. Tu preghi e le grazie piovono, e gli angeli si attivano. La preghiera è come il bombardamento fatto dall'alto: prima di fare l'avanzata contro il male, monta in aeroplano, sali in alto nel cielo, e di là farai cadere le bombe che sconvolgono il piano di satana.
Prega con fiducia in Dio, con sicurezza: <Signore, fate finire questo male, ve ne supplico, per la vostra gloria>.
Questa frase, così semplice, salendo nel cielo diventa una nube, si carica di elettricità celeste, si curva verso la terra, vi scocca un fulmine, brucia i depositi di polvere, fa saltare le artiglierie, dissoda la terra e poi si apre in pioggia salutare.
Agisci, parla, lavora, ma subordinatamente alle altre armi. Se non si spazza il terreno, la fanteria non può procedere all'azione. Non ti affannare nel parlare, ma guarda Dio che ti dà la parola viva. Una parola del cielo vale mille discorsi un colpo di 305 vale mille colpi di fucili.
Dio va per le vie diverse delle tue. Tu parla, lavora, opera, facendo del tuo meglio per non tentare Dio, per dargli il tuo soccorso. Riposa però in Lui. Se vorresti parlare e non puoi, affida a Lui la parola taciuta. Egli la dirà nel cuore.
Se ti esce la parola arida, affidala a Lui, perché la fecondi. Se parli con fervore di vita, loda Dio che ti riempie. In generale quando rimani scontenta ed umiliata, fai più frutto, perché allora passa più Dio. Agisci con semplicità, senza turbarti mai. Se devi tacere, combatti con le altre armi. Non ti scoraggiare mai, perché, se ti scoraggi cerchi te stessa. Se vuoi riuscire, ama di non riuscire quanto vorresti tu, ma aspetta con calma i momenti di Dio.
Ci vuole pazienza, pertinacia e calma. Fà come la formica: le rovini il lavoro, il foro che essa aveva fatto? Essa lo rifà con la stessa calma. Fà come il ragno: tu gli rovini la tela? Egli la rifà nella notte, e si fa un rifugio nell'angolo del muro. Tu la rovini ancora? Il Egli va in altro posto fino a che non gli riesca di tendere il laccio alla mosca.
Tu cerchi un'anima? Fà una rete per attrarla. Questa rete devi farla non già di fili di cotone, ma sviscerandoti; devi farla con le tue pene, con le tue preghiere, con i tuoi sospiri. Se un difetto, un'insidia, un male te la distruggono, rifalla tante volte con la stessa calma. Verrà il giorno nel quale prenderai l'anima, e allora con l'apostolato esterno le suggerirai non già la morte, come fa il ragno alla mosca, ma la vita; la farai risorgere.
Abbi sempre pace, riposa in Dio, vivi di Dio, non guardare tanto agli uomini, ai mezzi umani: < Tu solo Signore!... >. Difficile il caso? Volgiti a Dio: < Tu solo puoi, o Signore! >. Ci sono ostacoli?: < Trionfa, tu solo, o Signore! >. Hai uno scappellotto e sei messa da parte? Sei riposta sotto il letto, <sotto il moggio>? Segui il Signore anche in questo... Di sotto il letto puoi assalire meglio, puoi dare un pizzico magnifico a chi non avresti potuto assalire di fronte.
 
La chiave per aprire la porta della divina carità nelle afflizioni:
 
Signore, sia fatta la tua volontà;
Confido in te;
Pensaci tu;
Mi abbandono a te...;
Per le mani di Maria Immacolata;
Non temere: con questa chiave aprirai la porta della grazia.
Gesù ti benedica e Maria ti protegga.
 
P. Dolindo Ruotolo
 

postato da: isaias alle ore 11:36 | link | commenti
categorie: riflessioni, preghiere
giovedì, 29 marzo 2007

Guardatevi dal demonio
     La tentazione ordinaria.
 
Poiché il demonio teme fortemente la preghiera e, specialmente il Rosario, che definisce “il suo tormento”, fa di tutto per insinuare nella mente del fedele ogni tipo di distrazione e, non di rado, spinge altre persone  a chiamare, telefonare, citofonare o altro ancora, per spezzare la preghiera e rompere l’armonia.
È importante dire che il maligno quando vede un’anima che cerca di progredire nel cammino verso la santità (crescere nella grazia di Dio) cerca di ostacolarla in ogni modo perché ne ha paura e, quindi, usa tutte le astuzie ed i suoi subdoli sistemi per distoglierla dai buoni propositi ed indurla al male. La Madonna perciò ci avverte: “Non permettete che satana entri nella vostra vita attraverso quelle cose che possono danneggiare la vostra vita spirituale”. L’obiettivo del demonio, infatti, è quello di distruggere tutto quello che abbiamo realizzato di buono e di santo nella nostra vita e di travolgerci nel peccato per poi condurci all’inferno.
Fra le sue peggiori attività rileviamo le tentazioni dell’ambizione al potere – da conquistare e conservare a qualunque costo (falsità, compromessi, tradimenti…)  la sete di ricchezza, la fame di sesso, l’iniquità violenta.
Ma la cosa più rimarchevole è il fatto che lui “diavolo”, cerca continuamente di promuovere la divisione. Attraverso il peccato, separa l’anima da Dio. Attraverso la calunnia, la gelosia, la menzogna, separa gli amici. Per mezzo dell’esaltazione dell’egoismo e dell’interesse di parte, divide le società. Facendo leva sull’ambizione, sul desiderio di emergere, su falsi desideri di buone opere, crea divisioni nelle Parrocchie e nei Movimenti.
In questi tempi, poi, si è scatenato per distruggere le famiglie e, come si vede, la sua offensiva produce innumerevoli vittime. Partendo da piccoli malintesi ed incomprensioni, da leggeri dissapori, da “prese di posizione”, da quelle che vengono definite “questioni di principio” – in genere, comunque, da fatti concreti – la bestia comincia a scavare il fossato che poi va allargando con sempre nuovi sgarbi, incomprensioni, ripicche, rimuginamenti e, ovviamente, il suo turpe iniettare pensieri malvagi nella mente dei coniugi o dei figli. Dice la Madonna: ”Perdonatevi nelle famiglie!” e nella Scrittura leggiamo: “Non tramonti il sole sopra la vostra ira!”.
Ricordiamo sempre, e non dimentichiamolo mai, che al serpente infernale basta appena una fessura per infilarsi nel cuore dell’uomo e, una volta entrato, riesce facilmente ad allargare il suo spazio. Ovviamente, nel “luogo” in cui soggiorna, lui lascia i suoi escrementi tossici che annebbiano ed indeboliscono.
S. Pietro esorta ad una vigilanza continua, allo scopo di non peccare ma, posto che la nostra debolezza ci abbia portato a cadere, è opportuno recitare subito l’atto di dolore, invocare il Sangue di Cristo perché ci mondi, fare appello alla sua Misericordia e, nel più breve tempo possibile – preferibilmente in giornata – andarsi a confessare e fare penitenza.
In un messaggio particolare la S. Vergine aveva chiesto un anno di preghiere per i giovani per difenderli da satana che cerca di attirarli per avviarli sulle strade del male. La sua strategia è quella di sedurli, preferibilmente nel loro tempo libero, spingendoli verso attività ludiche – apparentemente innocenti, secondo la mentalità del nostro tempo – ma che finiscono con il minarli nel corpo e nello spirito. Così, i giovani, quando si incontrano, si dirigono verso le discoteche dove “si lasciano andare” a balli spossanti, tra musiche che danneggiano l’udito e scuotono il sistema nervoso, bevono alcool, fumano, fanno uso di droga, comunicano con un linguaggio denso di turpiloquio, esercitano il sesso libero. In questi locali (che Don Gabriele Amorth definisce “i salotti di Satana”), i giovani cercano il paradiso terrestre e non si rendono conto che è solo un inganno che li porta, tra l’altro, a stravolgere gli equilibri del giorno e della notte e, cosa più grave, attraverso quelle fasulle e temporanee soddisfazioni materiali, perdono il senso di quei valori che danno senso all’esistenza senza i quali l’uomo non trova scopi su cui puntare per il futuro. È inutile dire, poi, che avendo trascorso la notte del sabato in discoteca, la domenica dormono e non pensano affatto alla Messa.
Altra cosa gravissima è l’esaltazione del sesso libero. I giovani che praticano i rapporti sessuali fuori del matrimonio “brutalizzano” quello che dovrebbe essere il dono splendido del progetto di Dio sull’amore finalizzato al matrimonio e quindi alla costituzione della famiglia.
Alcuni Pastori sostengono che “questa generazione” è andata oltre Sodoma e Gomorra.  Se poi riflettiamo sul fatto che i mass-media esaltano il sesso al pari di un buon pasto da consumare quotidianamente, si capisce perché si è perso il senso del peccato e della vergogna,  sostituita, oggi, dalla sfrontatezza con cui si praticano i costumi più osceni.
Ricordiamo che, in un messaggio dato al veggente Ivan, la Madonna ha detto: “satana vi cerca e vi desidera…!” Però noi sappiamo anche che se mettiamo in pratica gli insegnamenti della Madonna e ci rivolgiamo a Lei nei momenti di difficoltà, non abbiamo nulla da temere. Solo dobbiamo conoscere il nostro avversario per sapere come difenderci ma poi confidare in Maria che ci assicura : “ Io sono con voi per aiutarvi e proteggervi sotto il mio manto di Misericordia”. Ancora: “Se pregate, satana non può intralciarvi minimamente perché siete Figli di Dio ed Egli tiene il Suo sguardo su di voi” (25.2.88).
Padre Jozo ricorda sempre ai pellegrini i mezzi dati dalla Regina della Pace per sconfiggere il Maligno: “I cinque sassi con i quali puoi sconfiggere il tuo Golia: La preghiera, fatta con il cuore: il Rosario; l’Eucaristia; la Bibbia; il digiuno; la confessione mensile”. Con questi mezzi si può crescere sempre più nella grazia di Dio.
Tratto dal libro: "MEDJUGORJE, un messaggio di pace, un dono di grazia".
 
Manlio Maglio
 

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categorie: riflessioni, satana, medjugorje
venerdì, 02 febbraio 2007

La potenza della lode
 
Fratelli in questi tempi dove satana sta attaccando con tutta la sua forza, sta attaccando attraverso il potere, attraverso i governi, con leggi abominevoli, in questo tempo in cui satana da gli ultimi colpi di coda, cercando di mietere più vittime possibili, in questi tempi in cui satana è vestito spesso di bianco, e così riesce nel suo compito primario, e cioè: la menzogna e l’omicidi.
Fratelli in questo momento specifico, alziamo una lode potente al Signore, quella stessa lode che eleva la gloria di Dio, attraverso la lode, satana, perde le sue forze, non resiste a questo amore profondo che la creatura alza al suo Creatore.

La lode fa ricordare a satana ciò che ha perso, perchè lui era destinato a lodare Dio davanti al suo trono, prima che decadesse, perciò fratelli torturiamo satana lodando Dio incessantemente, lodiamolo con fede, con forza, con amore, lodiamolo in ogni momento, lodiamolo se siamo malati, lodiamolo se siamo separati, lodiamolo se abbiamo perso i nostri cari, lodiamolo ancor di piu' se stiamo soffrendo terribilmente, lodiamolo se siamo angosciati, depressi, se non vediamo futuro davanti a noi, lodiamo Dio fratelli per tutto questo, ringraziamolo e benediciamolo, perchè fratelli ogni cosa coopera per il bene dell'uomo che ama Dio, fratelli, ogni cosa, anche quella che non comprendiamo, ma il Signore non ci chiede di comprendere tutto, ma di credere nella potenza della FEDE, allora forza carissimi sia un canto incessante, sia un canto d'amore, sia lode e gloria al Re dei Re, alzando le braccia al suo trono cantiamo a Lui inni di gioia, affinché satana si prostri davanti alla MAESTA' DI DIO!
"Ogni ginocchio si pieghi in cielo in terra e sottoterra".
 
Danilo Vitelli

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categorie: riflessioni, preghiere